domenica 19 ottobre 2008

A proposito di riforma alitalia

La trasmissione di "anno zero" di giovedi' 11 settembre metteva in bella mostra la difficile posizione del ministro Scajola in doppia veste di ministro partecipante all' attuazione dell' accordo di Alitalia-Cai, finalizzato alla sua sopravivenza e l' artefice di uno spreco insostenibile per l'Alitalia nelle condizioni in cui si trava.Un chiarissimo servizio aveva evidenziato il costo irragionevole della messa a disposizione di un aereomobile di tipo Atr, nell' aereoporto di Albenga, per la linea Roma Albenga e Albenga Roma laddove l'aureomobile rimaneva fermo per tre giorni ad Albenga, fermo, improduttivo,come se fosse guasto, e quando decollava portava il ministro e poche persone a Roma,con una perdita superiore di quando stà fermo, questo avrebbe fatto imbestialire pure i Quaitiani, che di spreche se ne intendono, figuriamoci i piloti quando si sentono dire da Scajola " questo è il momento dei sacrifici e del buonsenso".

Il fallimento americano

Questo fallimento Americano e quindi mondiale,dovrebbe essere visto come una guerra persa, e come tale deve essere trattata.Con la ricostruzione partendo dalle macerie e non con il ripopolamento delle armi che hanno detterminato lo sfascio.(Messa a disposizione di 700 miliardi di dollari) Si faccia fallire chi ha sbagliato, si colpisca chi ha tratto profitto con comportamenti ingannevoli. Ma non si tolga la speranza di poter ricominciare. Solo un petroliere come Bush può proporre questa tragica decisione. Da Obama poi, mi aspettavo qualcosa di più

Roberto Saviano

Suppongo sia difficile per Roberto Saviano setire il conforto che vorrebbero esprimere le due più alte cariche dello Stato: "SIAMO CON TE". Mentre si sta combattendo una ferocissima battaglia parlamentare per fare occupare la poltrona di comandante supremo della Corte di Cassazione a Corrado Carnevale. Tutti sanno in che considerazione il giudice Carnevale aveva Falcone e Borsellino, giudizio espresso anche dopo la loro morte.(Peraltro c'è voluto un gran coraggio a reiterare il giudizio con la commozione che la perdita dei due giudici aveva suscitato su tutta la nazione) Ora, con strumenti diversi ma con la stessa intensità di impegno nella lotta alla malavita organizzata Saviano si assomiglia molto a questi giudici . Non a caso la sorella di Giovanni Falcone ha dichiarato "Come cittadina italiana direi a Roberto Saviano di restare in Italia' di cambiare idea e non lasciare il nostro Paese, ma da sorella di Giovanni Falcone gli dico: Roberto vattene e salvati

Il vocabolario

Parlare di politica ormai è diventato come parlare di calcio. Solo che la passione ti fa ricordare tutti i nomi dei calciatori e allenatori, qui il disgusto te li fa confondere, con il rischio di parlare di un furbacchione e invece stai parlando di un giudice magari onesto. Sorge, dunque, l’esigenza di creare un vocabolario che dovrebbe far seguire al nome e cognome degli indagati le relative accuse e le condanne. Ecco un esempio pratico: Tizio Caio: beneficiato dalla legge tal dei tali, impunito per la sopraggiunta prescrizione oppure per una legge che depenalizza il suo reato; e ancora: condannato numero tale di anni di carcere beneficiando di condono, grazia e altre diavolerie. Questa documentazione rigorosamente ineceppibile, perchè supportata da fatti e documenti reperibili, dovrebbe inibire le inesatezze che fuoriescono da ossequiosi presentatori come Bruno Vespa, il quale presenta tali menzogne come vere. Ora, più rigoroso è questo vocabolario e più citato sarà, anche se la firma più appopriata dell'autore sarebbe quella anonima.

martedì 30 settembre 2008

Ma che bella società è la nostra

Ma che bella società è la nostra, andare con “donnine” è vietato oltre che vergognoso e quindi se sorpreso puoi essere svergognato pubblicamente. Come quel ragazzo del nord che si è suicidato dalla vergogna. Bere, per colpa di quel zingaro che uccise quattro ragazzi guidando un camioncino completamente ubriaco e comportamenti analoghi di ubriaconi che mai smetteranno di bere reiterando incidenti mortali impongono a noi,che bevendo solo due bicchieri e un caffè correto dobbiamo sopportare pene semplicemente sproporzionate. E’ chiaro che quando poi l’Europa ci spieghra che i valori alcolici per cui siamo puniti sono semplicemente sballati, nessuno avrà avuto responsabilità e chi ha avuto ha avuto e chi ha dato ha dato. Questa nostra società ci lascia però la completa libertà di “giocare”. Il gioco del lotto prima settimanale ora un giorno si’ e un giorno nò, ci hanno promesso che forse per il prossimo anno l’ estrazione sarà giornagliera, più tutte le lotterie basate su tette e culi di fine anno queste si’ con premi che mettono a posto le ossa..Senza contare la generosità con cui ci circondono di gratta e vinci e di slot machine. Marco Grasso .

Alitalia

Il problema di Alitalia è lo stesso di tutte le grandi società che interessano morbosamente i politici. Sono questi infatti che nominano gli strapagati amministratori i quali per eterna riconoscenza non potranno mai dire "no"a qualunque delle loro richieste. Quando un potente ha bisogno di un "piacere Alitalia"non si rivolge alla societa ma a chi ha nominato il vertice che trasforma l'esigenza dell' amico in un ordine perentorio. Cosi' quando i politici del nord esigevano di poter partire per Tokio, New York, o SanFrancisco non solo da Roma ma anche da Malpensa si rivolsero a chi aveva nominato l'amministratore. Se si fossero rivolti ad un amministratore responsabile Alitalia questi avrebbe risposto" Non possiamo venire a Malpensa perchè sicuramente falliremmo".

Scajola e Alitalia

La trasmissione di "anno zero" di giovedi' 11 settembre metteva in bella mostra la difficile posizione del ministro Scajola in doppia veste di ministro partecipante all' attuazione dell' accordo di Alitalia-Cai, finalizzato alla sua sopravivenza e l' artefice di uno spreco insostenibile per l'Alitalia nelle condizioni in cui si trava.Un chiarissimo servizio aveva evidenziato il costo irragionevole della messa a disposizione di un aereomobile di tipo Atr, nell' aereoporto di Albenga, per la linea Roma Albenga e Albenga Roma laddove l'aureomobile rimaneva fermo per tre giorni ad Albenga, fermo, improduttivo,come se fosse guasto, e quando decollava portava il ministro e poche persone a Roma,con una perdita superiore di quando stà fermo, questo avrebbe fatto imbestialire pure i Quaitiani, che di spreche se ne intendono, figuriamoci i piloti quando si sentono dire da Scajola " questo è il momento dei sacrifici e del buonsenso".