sabato 5 ottobre 2013

Il finto disagio dei delinquenti abituali.

Come ha osservato il signor Giancarlo Merlo, il professor Hare, della Columbia University Britannica praticamente considera appartenenti alla sua check list le psicopatie dei nostri leader.                                                                              "IL TRATTO CARATTERISTICO DI QUESTI SOGGETTI E' LA
 CAPACITA' DI ESSERE BUGIARDI E MANIPOLATORI...SE UNA MENZOGNA
 VIENE DEMOLITA LA SOSTITUISCONO CON UN' ALTRA. HANNO ANCHE L'
INCAPACITA'  DI SENTIRSI IN COLPA, UNA IMPENSABILE
  SUPERFICIALITA'  E UN EGOCENTRISMO INNATURALE. SI CONSIDERANO,
 PER IL BENE DI TUTTI, IL CENTRO DELL' UNIVERSO, QUINDI ESSERI
 SUPERIORI, ABITUATI A VIVERE SECONDO LE PROPRIE ADOMESTICATE REGOLE."
 Pretendono con modestia e semplicità l' impossibile, con una
 disinvoltura violentemente spudorata!  Esigono la comprensione di
 tutti gli italiani per la cifra enorme che la magistratura ha imposto
 loro di versare alla ex moglie, ma ancora madre dei loro figli, e
 quindi sempre  i di lei eredi. Come potrà mai questa signora
 spendere tutti questi soldi? (36 milioni di euro all' anno!!!) E quindi prima o poi questi soldi torneranno a casa.                                                                         Ma per questo esborso si pretende di esser
 considerati vessati e perseguitati dalla magistratura!  Questa
 pretesa dimostra la dotazione di un cervello completamente libero
 da ogni sorta di inibizione, impedimento che normalmente gli esseri
 umani da cui si pretende solidarietà hanno. Perché chi nella nostra
 posizione sociale non ha questi impedimenti è considerato irreparabilmente scemo. E per fortuna che abbiamo questi giusti e normali impedimenti perché
 altrimenti, nella nostra vita normale, saremmo costretti all'infelicità non potendo accedere a questi esagerati privilegi.
 Ebbene sì, questa è la prova provata che siamo governati da gente
 non normale, che passa il tempo non a governare ma ad essere
 costantemente in quella posizione che purtroppo ha incominciato da
 molto ad intaccare anche il futuro non solo dei nostri figli ma anche  dei nostri nipoti. Ritengo che tutto sia dovuto alla legge del "porcellun" e alla mancanza della
 legge che colpisce la corruzione in Italia e che  le nobili menti (destra sinistra centro) che ci hanno sempre governato non hanno mai voluto, in totale accordo (inciuccio)  promulgare.    E nonostante i comportamenti lodevoli dei 5 stelle dal  loro fondatore ci aspettavamo subito queste due cose e dopo il resto..Anche perché fra un poco moriamo e corriamo il rischio di non vedere mai il cambiamento... 

mercoledì 2 ottobre 2013

Gran brutto esempio.

Quando il nostro Governo, colto da un raptus di buon senso,
pretese una sana e doverosa partecipazione all'esagerato costo
 della spesa politica da parte di quei "fortunati" che hanno avuto
 l' occasione di incappare in percorsi eletti ed avere come
 ultimo premio pensioni inimmaginabili in nessun Paese civile per
 nessun essere umano, la cosa poteva e doveva essere considera
  onesta. Ma qualcuno pensò bene di  rivolgersi alla Corte
 Costituzionale per avere un suo saggio parere.       La Corte
 sentenziò e pretese subito la restituzione del "mal tolto" in quanto
 quelle  "partecipazioni" colpivano somme acquisite con diritto.
 Invece quella stessa Corte non si è mai peritata di capire come mai
 i suoi membri, prima di andare in pensione, transitavano tutti nella
 carica più alta, anche per brevissimi periodi, di "Presidente
 emerito".  Andare in pensione da Presidente emerito dà diritto a
 privilegi: Il più costoso dei quali, per noi che dobbiamo pagarli,
 è la macchina con autista a vita, cioè fino alla fine della loro
 esistenza! Ora una così ingloriosa consuetudine per una così alta
 Istituzione fa sì che questa non possa essere considerata "di
 tutti", ma solo di chi l'ha nominata

Europa parla, la gente vuole sapere da che parte stai!

Cara Europa ti scrivo per chiederti come è possibile che Tu non ritenga di tua competenza, il prendere posizione  sulla presenza insostenibile della corruzione, per fortuna a una minoranza dei tuoi Stati membri!  Come è possibile che Tu ti senta pronta ed attrezzata per commissariare, indirizzare e imporre sacrifici pesantissimi ai più deboli dei cittadini dei tuoi Stati membro, ed eventualmente anche economicamente governarli e allo stesso tempo essere completamente indifferente se ad uno di questi Paesi (l'Italia) manca la legge sulla corruzione; Nonostante una istituzione ancora sana di questo Paese (Corte dei Conti) ogni dodici mesi nella sua rituale relazione di fine anno abbia da anni sempre denunciato il livello insostenibile della corruzione, dichiarando che il bottino dei corrotti impuniti è di circa 60 miliardi di euro annui pari a 120.000 miliardi delle vecchie lire. Ma come fai a tacere Europa, con chi stai Europa. Sarai anche l' Europa della Nazioni, ma diamine Iddio sugli occhi cosa hai del prosciutto di Parma.  Ma lo sai che il paese più corrotto è l'Italia!  Ed è anche l' unico paese europeo che non ha una legge sulla stessa! E tu Europa non hai nulla da dire, e sai che in questo momento sei anche molto ascoltata?  Lo sai Europa che si parla già, qui giù da noi, di andare alle elezioni con il vecchio vergognoso sistema elettorale e con due punti irrinunciabili da raggiungere; Il patto di stabilità e la riforma elettorale, e di una sola cosa sono ancora tutti d' accordo che per quanto riguarda la corruzione è ancora presto per parlarne. E Tu cosa dici? con chi stai? PARLA !!!!
Mi sento costretto a ricordarti cosa diceva il Figlio di Nostro Signore duemila anni fa: Che se un cieco viene accompagnato da un altro cieco, prima o poi finiscono tutti e due in un fosso.

sabato 28 settembre 2013

Io non c' ero e se c' ero dormivo!

Chi ha impedito che l' Imu finanziasse una parte del costo della politica ha vinto!   
La somma che sarebbe stata pagata dai proprietari di prime case primi villini sono stati tutelati. Quelli che avevano altre case e che le hanno vendute per averne una sola e bella, e non pagarvi la tassa hanno guadagnato due volte: La prima vendendo le seconde e terze case ad un prezzo superiore perché il mercato immobiliare ora è a picco, e la seconda perché non pagano l' Imo sul primo villino o sulla prima  bella casa.  Come si è affrontato questo ammanco?  Aumentando il costo della benzina. l' aumento degli alcolici e dei tabacchi. Destinatari completamente diversi da quelli che dovevano pagare l' Imu. I proprietari di prime belle case e primi villini sono stati tutelati. D' altra parte quando un leader si impegna per mantenere una promessa ai suoi elettori deve andare fino in fondo, costi quel che (ci) costi. E così è stato. Ci meritiamo di essere governati da chi si sa imporre, da chi sa come prenderci, da chi sa come parlarci. Chissà perché penso a Silvio, Santanché e Capezzone. Risolto questo problema si passa al comportamento operativo dei prossimi mesi del nostro Governo.
Fisco: Revisione dello stesso e nuove misure per monitorare l' evasione.
Aziende: Detassazione del trasferimento delle aziende, peccato che siano sempre meno. 
Catasto: Cambiamento epocale, d'altra parte   l' intelligenza deve fare il suo percorso. Le case saranno valutate non più su numero dei vani, ma sul numero dei mq.
Gioco d' azzardo: Il Governo si impegnerà ancora di più a evidenziare che chi gioca lo fa a proprio rischio e pericolo.
Corruzione: Si è attentamente osservato che non esiste il problema in Italia e quindi non se ne parlerà mai più.

Avèi verghèugna!

La seconda rata Imu che vale più di tre miliardi di euro è la promessa di Berlusconi fatta ai suoi elettori di non fare finanziare loro il costo della politica che si sarebbe pagato con la tassa sulla proprietà. Ma di farla pagare a tutti in prevalenza a quelli che non hanno case; D' accordo sono più tanti ma anche molto "bravi". Ora io penso che senza questo sfrenato consociativismo sarebbe semplicemente impossibile non solo proporlo, ma anche pensarlo! E come dicevano i miei vecchi; Avéi verghéugna!  

Purtroppo la nostra società ignora ciò che succede.

Purtroppo la nostra società ignora ciò che sta accadendo.                                   
 I cittadini italiani non capiscono fino a che punto la maggior parte
 dei nostri Governi e le nostre Istituzioni sono conniventi con la
 corruzione consociata (accettata, condivisa, protetta e favorita da
 quasi tutte le parti politiche) che elargisce solo ricchezze,
 privilegi e disonore  ad una casta che inevitabilmente prima o poi,
 e me lo auguro, sarà sommersa da una vera e purificatrice vergogna.
 Quasi tutti sanno che questo è solo possibile quando un numero
 considerevole di dirigenti della nostra Nazione accetta di usufruire di
 immeritati privilegi; perché accanto ad una così capillare
 corruzione c'è inevitabilmente il frutto marcio dell'immeritato privilegio.
 Questo è difficile respingerlo ed ha anche un
 costo sociale enorme elargirlo: tacere su una così penetrante
 corruzione, nella sua prepotenza e nella sua impunità, che sarebbe
 insopportabile da una normale intelligenza collettiva, è veramente
 inaccettabile. Tacere subendo questo periodo storico senza fare
 nulla è come buttarlo via, e con esso buttare la nostra vita e quella dei
 nostri figli.
C'è stato più onore, più gloria più vita vissuta nel nefasto periodo di
Hitler, Mussolini e Stalin che hanno sì dato alla luce grandissime
sofferenze, ma hanno anche permesso di mettere in evidenza idealità e desiderio di riscatto; nella nostra imposta e accettata normalità, regalata da furbi figuri che in qualunque società sufficientemente democratica non sarebbero mai potuti emergere, tutto ciò non è presente. Emerge invece l'esatto contrario:
l'accettazione neghittosa ed imbelle. Perché due
normalissime leggi che a noi mancano avrebbero impedito a molti loschi figuri di
balzare alla dirigenza del Paese: sistema di scelta della classe
parlamentare e legge seria sulla corruzione. 
Per questo penso che Grillo abbia sbagliato!

domenica 22 settembre 2013

Lettera aperta a Beppe Grillo dal più deluso dei suoi amici.

Giuse, da quando hai ottenuto il recente, fantastico, risultato elettorale  ho iniziato a inviarti delle lettere per manifestare apertamente, ed in modo entusiastico, il mio euforico consenso. Per la prima volta avvertivo come certamente raggiungibili i due obiettivi più importanti di cui la nostra Nazione aveva ed  ha bisogno: togliere il regime di nomina che tutti i partiti usano per controllare i loro parlamentari e promulgare una legge seria sulla corruzione.
Questa situazione mi rendeva ottimista, soprattutto perché il tuo successo rappresentava un motivo di orgoglio per un intero gruppo di ragazzi di quaranta o cinquant’anni fa. Tu, Giuse, che hai trascorso la giovinezza in piazza Martinez, a Genova, insieme a tanti altri della nostra generazione,  hai reso ai miei occhi questo luogo ancora più magico; dopo la tua affermazione così perentoria e inimmaginabile, hai fatto sentire partecipi di un sogno molti di noi, che percepivamo come nostra  almeno una minima parte del tuo trionfo, della riuscita di un personaggio così incredibile, pulito, utile che si presentava alla ribalta della storia recentissima di un’Italia scassata con le credenziali delle idee chiare ed oneste, le uniche in grado di farci uscire dalle secche della decadenza civile,  morale e politica. Io avvertivo in te addirittura la superiorità rispetto alle parti sane di tutti i partiti che in anni e anni di attività non erano riusciti a fare niente di quelle poche cose di cui aveva bisogno l’Italia. Tu, Giuse, ci stavi riuscendo ed io mi sentivo immeritamente protagonista, presente, vicino. Insomma: ero convinto di esserci. Ero convinto, infatti, che tu stessi percorrendo una strada verso la soluzione di problemi ai quali fino a poco tempo prima nessuno avrebbe osato contrapporsi.          

Sono sempre stato convinto che se una persona ruba, sapendo di non essere perseguibile,   l’unica cosa  di cui potrà pentirsi quando lascerà  la vita politica, sarà di avere rubato poco. Una sana e onesta legge sulla corruzione, produce come primo effetto l’allontanamento fisiologico di quelli che, avendo sempre rubato,   scappano subito  in pensione per non dover restituire il maltolto.  Quindi l’entrata in vigore di questa legge  (sempre se ben fatta)  avrebbe terrorizzato i nuovi arrivati e portato per la prima volta alla riduzione di quella vergognosa cifra di ruberia pubblica che la Corte dei Conti  ha quantificato,  negli ultimi tempi, sui 60 miliardi all’anno, che rappresentano i “compensi” aggiuntivi pretesi dalla nostra     classe politica/dirigente per il proprio lavoro di spendere i soldi della collettività.                                         
E tutti finalmente lo percepiranno quando finalmente sempre la Corte dei Conti si  incaricherà di stabilire di quanto sarà il risparmio sociale annuo per la “ non percepita corruzione” a causa della promulgazione di questa sana legge di cui nessuna parte politica ha mai sentito il bisogno.                                           L’altra legge, di cui si avvertiva e si avverte l’urgenza, è una radicale    riforma del sistema elettorale che cancelli per sempre devianze come quella del "porcellum"; tale aberrazione permette di avere un parlamento suddito di chi ha nominato i suoi membri. Tutta l’attuale classe politica, che da questa anomala legge  trae immensi  vantaggi, evidenzia una malcelata  felicità nella non soluzione di questo problema, come del precedente. Facciamo un esempio vicino nel tempo: Roberto Della Seta sarebbe stato rieletto con il triplo dei voti per il suo impegno contro l’inquinamento di Taranto se gli fosse stato possibile presentarsi nella ultima tornata elettorale; invece fu escluso dal partito, per soddisfare le esigenze della famiglia Riva e, proprio e solo per questo, non mise più piede in Parlamento.  
Queste due deficienze, che sono e rimangano mancanze democratiche, cioè la corruzione e il sistema di votazione gestito dai partiti, avevano fatto la fortuna dei   nostri   espertissimi  regimi dell'ultimo ventennio, perché ad ogni minimo turbamento dei nominati  che potesse  influenzare  l’oleosità del sistema, sarebbero stati immediatamente sublimati alle successive elezioni; senza che, per questo, nessuno dovesse mai rendere conto a nessuno, sia a destra che a sinistra. 
Con te, Giuse, in merito a queste poche e fondamentali cose, eravamo  a un passo dalla storia. A un passo dall’azzeramento dell’humus su cui cresceva e gongolava il nostro precisissimo sistema consociativo che accomuna governo e opposizione; questo humus, con una serie di giusti interventi sarebbe sparito completamente e per sempre!
Il potere per arrivare a tanto, Giuse, tu lo avevi intelligentemente acquisito con la trasformazione dei fans delle tue  perfomances  artistiche e della tua personalità effervescente e lucida, in seguaci convinti, i quali avrebbero ben presto aumentato il proprio numero costituendo un blocco di consenso elettorale mai visto in così poco tempo, e di gran lunga superiore a quello di partiti di  antica  tradizione e di sofferenti storie pluridecennali. Ora, avendoli coinvolti in un movimento, tu avevi le chiavi del giochino in mano; infatti, con tali presupposti, i parlamentari del Partito Democratico avrebbero avuto due possibilità per sopravvivere: o fare finalmente quello che dicevi tu, e rendersi davvero partecipi della storia, o andare avanti con le solite ammucchiate (le “grandi intese”) finendo per discutere all’infinito dei problemi di Berlusconi. Tu, Giuse, eri insomma l’unico che non aveva   nessun interesse ad accordarsi con i paladini della consuetudine malata del ventennio precedente, perché il cambiamento lo avevi prodotto tu ed era inevitabile che lo dovessi anche gestire.  Lo sapevano, quelli del PD, e lo avrebbero obtorto collo prodotto e subìto, magari spacciandosi poi per gli artefici dello stesso cambiamento. E poi cosa importava, a fronte dei risultati raggiunti a vantaggio di tutti?  Questo evento sarebbe stato un nobile obiettivo raggiunto, per una volta, da una intelligente politica.
Invece i fatti si sono sviluppati in un modo talmente dissonante, offensivo e deludente, per me e per una parte dei tuoi elettori, che non era pensabile fosse stato attuato dal Grillo da me e da questi conosciuto. Per armonia io, inizialmente, cercavo di temperare dentro di me la delusione e darmi diverse spiegazioni dell’accaduto. Non essendoci riuscito ti ho scritto dicendoti che la gente che incontravo, e che ti aveva votato, non capiva e non condivideva il motivo per cui non volevi fare un governo (con qualunque tipo di appoggio, anche esterno) che consentisse però il raggiungimento dei due obiettivi cardine per la nostra politica, senza i quali non si va da nessuna parte. I numeri c’erano, non dimenticarlo mai. In quel momento nessuno sarebbe stato in grado di imporre a te e a una valanga di elettori modifiche non gradite al “nostro” programma. Non ne avevano nemmeno la forza, ormai.
Tu mi hai telefonato due giorni dopo la mia ultima lettera e non mi hai dato neppure l’opportunità di controbattere alle tue veementi rimostranze. Era un monologo. Il tono era quello arrogante di chi parla con i “minimi”, di chi parla con  “chi non conta”, di chi parla con chi deve stare solo a sentire. Dicevi che non avevo capito nulla e pensavi di convincermi. Non ci sei riuscito. Ti è parso normale impormi di comunicare alle persone “che parlavano con me” (come se il mio pensiero non contasse ed io fossi solo un portavoce senza cervello) che non avrebbero più dovuto votarti, perché quello che non riuscivi a fare, con quasi il 30 % dei voti, lo avresti fatto in seguito con il 100% dei voti. Il tuo delirio, da comico questa volta involontario, non ti faceva più tener conto dei numeri. Ti sentivi superiore anche alla matematica. In quel momento ho avuto contezza dei tuoi cedimenti,  ho misurato e soppesato i tuoi limiti. I limiti di una persona brava, geniale, unica, fortunata ma che conosce la politica come un gatto può dirsi esperto di filologia romanza. Tu, Giuse, non conosci la politica. Conosci solo il successo. Tu non pensi agli obiettivi perché non hai obiettivi,  non li hai mai dovuti riconoscere, definire, inseguire, raggiungere. Tu, agli obiettivi, ci sei sempre stato dentro, te li sei trovati così, come uno si trova i piedi in fondo alle gambe. E l’Italia avrebbe proprio bisogno di un paio di piedi per cominciare a camminare; ma tu non sai come si fa a costruire qualcosa che non esiste, perché conosci solo quello che la sorte ti ha sempre concesso senza lasciarti nemmeno il tempo necessario per desiderarlo. La tua è un’autostrada tutta dritta, priva di curve, priva  di code, su cui corri da solo e alla fine non paghi nemmeno il pedaggio.
Hai avuto la sorte di appartenere a un gruppo di miliardari senza macchia, assieme a pochissimi imprenditori, che hanno sempre lavorato, con onestà e con successo,  senza nessuna possibilità di essere ricattati. Siete diversi, tu e quegli altri, perché siete semplicemente i migliori! Nel tuo caso i soldi ti son sempre stati dati da persone contente di pagare il biglietto, anzi, pronte a sentirsi fortunate di essere riuscite a comperarlo e felici di trascorrere due ore in compagnia della tua arte e della tua intelligenza.  Ragion per cui la tua ricchezza è comunque pienamente  meritata.                                              
Poi sei entrato in politica: il risultato è stato impressionante, abbacinante e forse fuorviante anche per me. 
Ebbene Giuse, io non ricordo di avere provato delusione più grande di quando sono riuscito a constatare che eri tu quello che non stava più capendo nulla di ciò che il destino lo aveva chiamato a fare!  Ripenso a tutte le e-mail che ti ho spedito: prima di congratulazioni, poi di felicità e speranza, infine di critica e di delusione estrema.
Non ti perdonerò di avermi fatto assistere ai penosi collegamenti in streaming (che io ho visto in televisione ma che hanno mostrato di essere ugualmente figure di merda… anche se si chiamano  “streaming”) di tuoi eletti che stavano eseguendo confusamente i compitini loro assegnati dall’alto (che non è mai stato così penosamente basso) mandante politico. I compitini,  dicevo, con lo “Smacchiatore di giaguari”.
Tu avevi l’obbligo morale di andare a parlare con Bersani!  Tu dovevi anche correre il rischio di essere convinto! Tu rappresentavi  le esigenze di dieci milioni di elettori. Possibile che nessuno tra chi ti era  vicino  ha osato dirti: “Ma che cazzo stai combinando, Giuse?” Hai avuto forse vergogna, forse paura o addirittura terrore. Perché non ti sei assunto le tue responsabilità!  E la colpa va ricercata all’origine, cioè in quell’autostrada senza pedaggio di cui sopra, quella senza code né curve, senza obiettivi, e senza problemi, e se ci sono c’è incorporata la miglior soluzione; l’autostrada dei “fortunini”, dei “culi larghi”,  di quelli che gli van tutte dritte. Buon per loro. Ma non possono e non devono rappresentare nessuno.  Farebbero solo dei gran danni, come è accaduto a te.
Hai combinato un disastro, Giuse, lasciando trapelare la speranza della via giusta da intraprendere per poi avvitarti su te stesso, sulla tua incapacità di lottare per raggiungere obiettivi che, evidentemente, non ti riguardano. Hai ammazzato l’unico sogno che ancora potessero nutrire tutti quelli che i piccoli, mediocri, insignificanti obiettivi della loro vita se li devono sudare facendo muro contro i privilegiati e i prepotenti, cioè coloro che l’onestà la prendono a dileggio.
I partiti rappresentano milioni di persone, e per chi li  gestisce è doveroso avere obiettivi, non può non averli; non averne è semplicemente da sciocchi, e gli sciocchi fanno i disastri più grandi!  È la frequentazione di quella felicissima autostrada che ti e ci ha rovinato. La mancanza di obiettivi, l’inesistenza, per te congenita, di questi ti ha mandato a sbattere, e forse non te ne sei neppure  accorto!
Giuse, dai  retta a me torna a fare teatro, che sei e rimarrai il migliore, e lascia la politica agli altri. Tra l'altro fra i tuoi del Movimento qualcuno bravo si è intravisto. Goditi il tuo meritatissimo successo ma non utilizzarlo mai più per offendere quei dieci milioni di sfortunati.
I tuoi sguarniti elettori ( perché abbisognano di mezzi, che non vedo, per raggiungere i loro obiettivi) che di successo se ne intendono poco, ma di vita grama sono attenti conoscitori, le scelte dei ricchi le hanno sempre subite, come questa ultima furbata dell’abolizione dell’Imu che li ha chiamati a finanziare quella parte di costo della politica che  avrebbero dovuto pagare i propretari di case. Il tutto naturalmente, in rigoroso silenzio.
Pensa a nuotare, divertiti, vai in vacanza, vai dove diavolo ti pare prima che mi venga (e come a me a tanti altri) la voglia prorompente di mandarti dove tu hai preteso di mandare un sacco di gente negli ultimi anni soltanto urlandoglielo. Avevi la possibilità di spedirceli davvero, con una spintarella e con un semplice sussurro. Hai invece voluto continuare a gridare anche quando non ce n’era più bisogno per mascherare la tua inconsistenza. Alla fine hai mandato veramente affanculo soltanto un sogno, che magari non era nemmeno tuo. Era il nostro. Di tuo c’era solo il trionfo.



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Marco Grasso