lunedì 5 gennaio 2015

Anche se il polverone suscitato sui vigili assenteisti di Roma è uno specchietto per le allodole e serve a questo governo per allontanare l'attenzione da quanto si sta facendo per depenalizzare l'evasione fiscale, per alzare l'IVA e quindi le imposte indirette che colpiscono tutti indiscriminatamente, per non intervenire sulla corruzione, per lasciare indisturbate le consorterie politico-mafiose nel grande affare dello smaltimento dei rifiuti, tossici e non. La notizia è stata confezionata a bella posta, e strombazzata con esagerazione nei tg, per suscitare lo sdegno della maggioranza degli italiani impotenti verso altri italiani che, pur essendo in torto (ma non sono gli unici), sono impotenti quanto loro. E' una vecchia storia ed anche un vecchio stratagemma; se non fossimo un popolo bue sarebbe facilissimo smascherarli e dire: "Avete scoperto che si fingono ammalati? Bene. Intervenite con l'applicazioni delle normali sanzioni a norma di legge senza venire a romperci i coglioni a noi che abbiamo altro a cui pensare e comunque non ci possiamo fare niente". Anche perché ad uno che vive in provincia di Trieste, che cazzo gliene può fregare se i vigili di Roma non vanno a lavorare ?
Ciao

Alessandro

Oppressione fiscale per finanziare ruberie e privilegi.

Gli assenti fra i vigili urbani della capitale a San Silvestro superano abbondantemente l'80 %. Il "salario accessorio" elargito da sempre a pioggia da parte di tutte le amministrazioni romane prima di Marino ai vigili urbani, continua imperterrito; che tra l'altro fa il paio con il 20% dello stipendio annuo dei dirigenti: comunali e delle partecipate.   A Napoli, quest'anno, più sporca di sempre, perché 200 vigili hanno "marcato visita". Per non parlare dei cechi che vanno a fare in modo autosufficiente la spesa, percependo la pensione di invalidità. Tutti questi fatti, e tutte queste persone che saccheggiano le risorse pubbliche (leggi soldi nostri) hanno potuto attuare questa insopportabile spoliazione perché una parte di medici si sono "messi a disposizione" non essendo mai stati sufficientemente controllati, semplicemente perché se si fosse attuato qualunque forma di accertamento non potremmo essere a questi punti! Nella "revisione della spesa" sono contemplate l'eliminazione di queste anomalie?  Oppure si devono cercare nuove tasse e nuove accise che inevitabilmente calano, quando ad esempio il prezzo della benzina cala, per poter finanziare queste ruberie! 

Il teologo e il parroco di campagna.

> Come sono diverse le belle persone dai nostri politici! Facciamo l'esempio degli ultimi due Papi. Ratzinger si è reso subito conto del serpaio formato da una parte della casta porporata, che lo stava avvolgendo, convinta che il timido Papa si sarebbe bevuta ogni cosa; infatti sostennero con estrema sicurezza che tutte le critiche erano false e frutto di invidie, che uno Stato deve avere una banca e che... certe cose devono rimanere segrete. Capì, il nostro Papa Ratzinger, che non avrebbe potuto più sopportare quei "personaggi" che si erano formati durante la loro romana maturità per manipolare e lubrificare questi lucrosi equilibri. Fece un passo indietro, imprevisto e inaudito, e lo scettro passò ad un gesuita che forza, coraggio, idee chiare e cristiane le aveva tutte: Papa Francesco!  Quando si è onesti in un modo così determinato, quando gli obiettivi del cambiamento sono così fortemente voluti, gli avversari su questo terreno perdono la loro forza; per la prima volta hanno avvertito il terrore della parola "povertà" pronunciata da Papa Francesco. Gli unici sentimenti che ora avvertono sono quelli che provengono dal "di dentro", il più violento dei quali è probabilmente la vergogna (se sono ancora capaci di provarla), unitamente ad una forte indisposizione ad operare con questo nuovo valore che è la povertà bergogliana, un concetto mai conosciuto prima.
> A noi in politica manca un Ratzinger che ci segnali un Bergoglio, anche se Papa Francesco incomincia a fare vergognare non poco la parte peggiore della nostra politica.    

La condizionata previsione.

Mi riferisco all'intervista rilasciata dal professor Claudio Eva, uno dei sette, facente parte della commissione Grandi Rischi ai tempi del terremoto dell' Aquila. La Commissione si espresse con professionale determinazione contro chi sosteneva il pericolo sulla possibilità di un devastante terremoto a causa della presenza di continue e forti scosse. "Chiunque ha vissuto un terremoto sa che la prima precauzione è uscire di casa. Ma 29 persone, secondo il processo rimasero in casa, e morirono, perché tranquillizzate dagli scienziati di Bertolaso che dovevano demenzialmente minimizzare la situazione."  E' inoltre è bene ricordare che in quella penosissima notte, buona parte di chi parlo con le ronde tranquillizzanti, convinsero i propri figli, perché anch'essi convinti, a rientrare a casa, perché non vi era alcun pericolo. In 29 morirono. Vorrei far notare al professor Eva che se non esistono fenomeni capaci di palesare l' evento distruttivo, allo stesso modo non possono esistere fenomeni che possono dare la tranquillità del non verificarsi dello stesso! Si sarebbe dovuto favorire il libero arbitrio (che in questo caso avrebbe ridotto le vittime nel numero di 29) di chi terrorizzato per l'incolumità della propria famiglia e sta per abbandonare la casa non dovrebbe esistere nessuna "ronda" preposta a convincerlo del contrario, rovinando per sempre la vita degli scampati con il rimorso che avrebbero potuto salvare i loro cari.  Vorrei inoltre ricordare al professore che nessuno vi accusa di non aver previsto il terremoto, sicuramente imprevedibile, ma di avere ubbidito a Bertoloaso, prevedendo  scorrettamente il "non terremoto"; che poi purtroppo si è verificato in tutta la sua catastrofica violenza.
Il Fatto 17 12 2014.

martedì 16 dicembre 2014

Credo che la politica sia in grande difficoltà.

 Credo che la politica così come è, con la "p" minuscola, non riesca più ad affrontare quello che sta accadendo e quindi non è più in grado di svolgere il suo lavoro. Non è più possibile nessuna promessa per calmare sia pure una minima parte di piazza che inevitabilmente incontra la terrorizzata politica. La valanga di insulti e l'esasperata incomprensione che ha dovuto subire l'incredulo D'Alema, sotto una mitragliata di improperi rivolti alla politica e quindi a lui, non è una situazione sopportabile. Quando il politico cerca di parlare alla "gente" e questa gli risponde "sei un ladro, un corrotto, basta rubare, siete delle bestie" è difficile rispondere "non è questo il problema" oppure "così facendo non si va da nessuna parte" oppure ancora "noi volevamo fare la legge sulla corruzione ma tutti hanno preferito stare zitti per 20 anni". Quando poi si capisce, si percepisce che mentre alla "gente" incomincia a mancare il necessario, verranno elargite somme consistenti e immeritate ai dirigenti delle "partecipate", che sono il vero disastro e per giunta quasi tutte in rosso. Il motivo di questi premi è legato al "raggiunto obiettivo", ma attenzione, raggiunto solo in compagnia delle perdite e di riconoscimenti economici sproporzionati e demenziali per questi nominati dirigenti. Come sosteneva il Comissario Cottarelli, esistono partecipate con più cariche nel Cda rispetto al numero dei dipendenti per ciascun settore di attività!  Allora, come diceva il poeta, fra non molto saranno c...i. Anzi, forse sono già iniziati.

Perché si sta trattando in modo tutt'altro che trasparente da otto anni la stipula del Trattato Transatlantico per il Commercio e gli Investimenti. (

Perché non dobbiamo discutere di questo argomento o accordo che potrebbe portare alla rovina la nostra economia, mentre i politici pretendono il più assoluto silenzio ottenuto da tutti per decidere in modo autonomo? Come si può pretendere di decidere senza portare a conoscenza i cittadini che subiranno sicuramente un grande cambiamento?
Però sappiamo con chi stanno il Presidente Matteo Renzi e la signora Emma Marcegaglia per ottenere la stipula del Trattato Transatlantico per il Commercio e gli Investimenti (sono otto anni che ne parlano nel più completo silenzio le lobby americane e gli addetti ai lavori europei!). Renzi sostiene che l'attuazione di questo trattato è una scelta strategica e culturale. La signora Emma Marcegaglia sostiene stizzita che di questo argomento (TTIP) non si dovrebbe discutere in pubblico. Se le lobby americane riusciranno ad annullare le nostre rigide regole che hanno caratterizzato e fatto apprezzare da sempre il Made in Italy con la conseguente tracciabilità dei nostri prodotti alimentari, perderemo la caratteristica che fino ad ora ci ha contraddistinti rispetto alla produzione agroalimentare americana. Tanto è che per gli Usa sull'agroalimentare (TTIP) è imprescindibile la richiesta di uniformare i regolamenti italiani a quelli americani! Addio Parmigiano Reggiano, addio San Daniele, ma soprattutto addio tracciabilità.
Sicuramente gli americani, se ottengono questo accordo, ci riempiranno con la loro sovrabbondante produzione piena di Ogm, pesticidi e medicine date agli animali da macellazione! Questa produzione sì a prezzi golosi, specialmente ora per noi sempre più disperati dalla crisi; ma non  potremmo mai sapere in quanto tempo li raggiungeremo nella durata della vita media, che attualmente è più lunga della loro di ben cinque anni; specialmente adesso che la gente è nutrita, in America, dall'industria alimentare che non si cura della salute per garantire proventi alle cure dell'industria farmaceutica, che non si interessa della qualità dell'alimentazione ma solo del profitto che si può trarre da essa!!

lunedì 8 dicembre 2014

Corruzione e consociativismo.

La corruzione, per conseguire il livello altissimo riconosciuto da Transparency International all'Italia sullo studio relativo alla "corruzione percepita", necessita di "consociativismo", inteso come gestione del potere che mira a conciliare interessi divergenti, nell'evidente vantaggio di tutti i manovratori. In particolare quelli di maggioranza e opposizione, padronato e lavoratori. Mancando questa forma naturale di controllo, chi ruba sa che nessun collega della parte avversa interverrà, perché certo che lo stesso trattamento avrà chi ha taciuto non eseguendo nessun controllo. E' chiaro che il problema nasce quando a scoprire il sistema corruttivo è la parte sana della magistratura. In questo caso il regime, destra, sinistra, partitini e casta, padronato e parte dei sindacati si sentono esposti e sono colti dal più vergognoso dei sentimenti che li porta quasi tutti a minimizzare, dare poca importanza e possibilmente tacere e far tacere; perché chi è stato scoperto, anche avendo esagerato, è comunque a conoscenza di fatti delittuosi specifici del regime. E' quello che è accaduto nello svilupparsi delle ultime pestilenze corruttive lo ha ampiamente dimostrato. Chi si rivolge al politico ora ha paradossalmente più potere se ha cose importanti da tacere che non chi ha le carte in regola. Rimane sempre un dato molto significativo: i corrotti carcerati in Germania sono 3000 circa; in Francia 2500, e in Italia, prima degli ultimi fatti, più o meno una quindicina di persone! 
E' a questo punto che i 5 stelle devono convincersi che possono portare il cambiamento solo entrando a minare il putrido proprio come è stato fatto dal marcio a suo tempo. Ci vuole intelligenza e modestia e non furbizia per cambiare le cose! Lo stato attuale può cambiare solo se lo si terrorizza, ma mai pensare di mettere tutti in carcere! Devono essere loro ad andarsene se con i 5 stelle saranno cambiate le cose e i corrotti non potranno fare altro che rimpiangere "i bei tempi di prima" (che sono i "brutti tempi" per la cittadinanza). Se capiranno questo vinceremo tutti, diversamente spariranno.