denunciata sul Secolo XIX, è la parietaria, perché si sviluppa anche sulle pareti oltre che copiosamente alla base dei muri che delimitano le nostre strade. Per i genovesi è conosciuta anche come "canigea". Essa, giunta a maturazione, crea una polvere scatenante allergia e copiosi starnuti che debilitan ochi la subisce, specialmente se persone anziane .C'è chi si vaccina, ma i risultati non sembrano risolutivi. Una volta veniva combattuta con il veleno a spruzzo adoperato dagli spazzini e sterminata. Aveva però una nefasta contro indicazione: molti animali domestici morivano masticando la parietaria contaminata dal veleno. L'unica soluzione è l'eliminazione ma oggi sembra che la lunga operazione richieda costi non più sostenibili. Perché allora non utilizzare la disponibilità di molti immigrati? Sicuramente una buona parte di loro sarebbero contenti di rendersi utili e apprezzare la sicura riconoscenza da parte di quelle persone che ora non possono neppure uscire di casa! Perché non si formano squadre con 4 o 5 persone dotate di guanti e sacchi e iniziate al lavoro dagli stessi spazzini?
Con percorsi segnati e controlli immediati libererebbero la città da questo sentitissimo disagio. Questa loro attività verrà registrata, e con valore sicuramente positivo, nel loro "curriculum vitae"
Un po' come si fa con gli studenti in merito al progetto di "alternanza scuola-lavoro", che prevede percorsi formativi e operativi non retribuiti ma spendibili in termini di competenze acquisite.
I nostri
politici dovranno spiegare perché questa soluzione non è possibile e perché nessuno ha finora pensato a cosa fare per farli lavorare, molti dei quali sicuramente consenzienti, proprio mentre tutti i futuri sindaci stanno
facendo
il porta a porta per informarsi sulle esigenze della cittadinanza!
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