notizia scomoda Rispondi |Marco Grasso a Secolo
mostra dettagli 13/12/08
TRUFFA A WALL STREET - Bernard Madoff, 70 anni, personaggio stimato della Borsa americana (era stato presidente del Nasdaq), ha ammesso di aver fatto sparire negli ultimi anni qualcosa come 50 miliardi di dollari. Da anni la sua casa casa di brokeraggio, dopo avere celato ai clienti grosse perdite sugli investimenti, operava come una catena di Sant’Antonio: la massa gestita era praticamente ridotta a zero e le richieste di riscatti venivano pagate con le nuove sottoscrizioni di capitale di altri clienti.
A metà novembre la contabilità della Bernard Madoff Investment Securities mostrava un patrimonio gestito di 17,1 miliardi di euro. Di quei soldi, oggi, saranno rimasti sì e no 200 milioni che Madoff, stremato dalle richieste di riscatto che non riusciva più a fronteggiare, pensava di distribuire nelle prossime settimane a dipendenti, amici e familiari, prima di denunciare il crack.
Ma l’Fbi e la Sec non gli hanno lasciato il tempo e ieri mattina è stato arrestato nella sua bella casa di Manhattan. Ora rischia una condanna a 20 anni di reclusione e i suoi clienti tremano: Wall Street sarà investita da una nuova ondata di perdite miliardarie. I dettagli nell’artcolo sul sito.
http://www.websim.it/prodotti/free/wsjnews.asp?id=172283
Come mai una notizia cosi' non si è letta su nessun giornale, potrebbe avere die risultati positivi per i lettori.
Marco grasso
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martedì 18 maggio 2010
Il reato non deve essere: Facile punito e conveniente
Il reato non deve essere:Facile impunito e conveniente Rispondi |Marco Grasso a Secolo
mostra dettagli 13/01/09
Leggendo la risposta di Ruffolo a Sartori relativamente a chi “sono i colpevoli della crisi globale”, mi sono convinto che se non si considera reato il trasferimento nel futuro, di un qualunque debito sociale al solo scopo di trarne un vantaggio presente, e avendo la certezza, che la situazione nel divenire sara' comunque aggravata dall'ingiusto vantaggio presente più i costi esagerati di detta operazione non si va da nessuna parte.
Esempio, una regione ha 1000 di debito, il suo presidente tratta con un amico che è dirigente in una banca che opera nel settore della " finanza creativa".Per intenderci dette banche "le vere colpevoli, secondo me assieme ai loro clienti della crisi globale" ed arrivano ad un accordo.Tu funzionario, amico, a volte figlio, che operi per conto di detta banca, mi versi 500 e porti il debito della mia regione a 1500. E' chiaro che la restituzione avverrà con rate amiche, sopportabili per i primi anni, che sono poi quelli che io governerò ancora, dopo di che le rate si trasformeranno in un castigo per i futuri governanti e cittadini.
E' questo che è successo, ed è questo che deve essere considerato reato, almeno per il futuro.
Si aggiunga che gli artefici di simili operazioni hanno guadagni immediati che sono percentuali di cifre enormi.
Marco Grasso
mostra dettagli 13/01/09
Leggendo la risposta di Ruffolo a Sartori relativamente a chi “sono i colpevoli della crisi globale”, mi sono convinto che se non si considera reato il trasferimento nel futuro, di un qualunque debito sociale al solo scopo di trarne un vantaggio presente, e avendo la certezza, che la situazione nel divenire sara' comunque aggravata dall'ingiusto vantaggio presente più i costi esagerati di detta operazione non si va da nessuna parte.
Esempio, una regione ha 1000 di debito, il suo presidente tratta con un amico che è dirigente in una banca che opera nel settore della " finanza creativa".Per intenderci dette banche "le vere colpevoli, secondo me assieme ai loro clienti della crisi globale" ed arrivano ad un accordo.Tu funzionario, amico, a volte figlio, che operi per conto di detta banca, mi versi 500 e porti il debito della mia regione a 1500. E' chiaro che la restituzione avverrà con rate amiche, sopportabili per i primi anni, che sono poi quelli che io governerò ancora, dopo di che le rate si trasformeranno in un castigo per i futuri governanti e cittadini.
E' questo che è successo, ed è questo che deve essere considerato reato, almeno per il futuro.
Si aggiunga che gli artefici di simili operazioni hanno guadagni immediati che sono percentuali di cifre enormi.
Marco Grasso
lunedì 17 maggio 2010
Ridate l' Ici ai Comuni
l' ici ai comuni. Rispondi |Marco Grasso a Secolo
mostra dettagli 09/10/09
Ridate l 'ici ai comuni, forse smetteranno di comportarsi in modo indegno per una qualunque amministrazione pubblica.
Al nord certi semafori avevano il giallo talmente veloce, che chi lo rispettava veniva pericolosamente tamponato, chi procedeva veniva inevitabilmente fotografato in compagnia di un inequivocabile semaforo rosso e quindi "giustamente" multato. Si scoprì poi che la gestione dei semafori truffaldini era il frutto del consenso comunale,alle ditte costruttrici di autovelox, per poter trarre profitto dai soliti sfigati. L' articolo del secolo di ieri venerdì 9 ottobre spiega come il comune di Borghetto Vara, con "la furbata" di restringere il centro abitato per rendere giuridicamente possibile l'opera dello autuvelox permettendo quindi al comune di infilarsi nelle tasche degli ".....utenti". E l' elenco degli indecenti abusi amministrativi potrebbe continuare . E' un po come quel tale che aveva un figlio spendaccione e ogni tanto lo castigava togliendogli i soldi. Il figlio regolarmene andava a rubare perché per lui importante era spendere. Quelle persone che subivano i furti, quasi sempre le stesse, supplicavano il padre del ladruncolo di non castigarlo più, perché ci rimettevano sempre loro.
- Mostra testo citato -
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Marco Grasso
http://marcograsso.blogspot.com/
mostra dettagli 09/10/09
Ridate l 'ici ai comuni, forse smetteranno di comportarsi in modo indegno per una qualunque amministrazione pubblica.
Al nord certi semafori avevano il giallo talmente veloce, che chi lo rispettava veniva pericolosamente tamponato, chi procedeva veniva inevitabilmente fotografato in compagnia di un inequivocabile semaforo rosso e quindi "giustamente" multato. Si scoprì poi che la gestione dei semafori truffaldini era il frutto del consenso comunale,alle ditte costruttrici di autovelox, per poter trarre profitto dai soliti sfigati. L' articolo del secolo di ieri venerdì 9 ottobre spiega come il comune di Borghetto Vara, con "la furbata" di restringere il centro abitato per rendere giuridicamente possibile l'opera dello autuvelox permettendo quindi al comune di infilarsi nelle tasche degli ".....utenti". E l' elenco degli indecenti abusi amministrativi potrebbe continuare . E' un po come quel tale che aveva un figlio spendaccione e ogni tanto lo castigava togliendogli i soldi. Il figlio regolarmene andava a rubare perché per lui importante era spendere. Quelle persone che subivano i furti, quasi sempre le stesse, supplicavano il padre del ladruncolo di non castigarlo più, perché ci rimettevano sempre loro.
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Marco Grasso
http://marcograsso.blogspot.com/
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