venerdì 5 febbraio 2016

Il vero scandalo è la signora Ilva!

Il vero scandalo è la sora Ilva. Il suo stipendio.

 30 gennaio 2016 7
Dopo giorni di chiacchiera sulle statue coperte per la visita di Rohuani, svapora lo “scandalo”, e la signora Ilva Sapora resta al suo posto. La capessa del cerimoniale.  Col suo stipendio da 179 mila euro annui e con la sua conoscenza dell’inglese “elementare” (cioè nulla): ecco il vero scandalo. Permanente, inamovibile per legge, strapotente, insopportabile. Si dice che la sora Ilva, 179 mila euro, c’entri qualcosa anche nella zuffa per i Rolex in cui s’è lanciata la delegazione italiana nel palazzo reale di Ryad, disgustosa;   che si debba a lei se il cibo servito a Casina Valadier al re e regina di Giordania fosse così scadente, da far arrabbiare e vergognare Renzi; che sia lei la causa di un episodio che poteva costare un contatto miliardario: “Al pranzo di onore con il primo ministro del Kuwait dove si festeggiava l’acquisto dei caccia Eurofighter, venne escluso il generale kuwaitiano che aveva firmato il contratto miliardario. Uno sgarbo che rischiò di far saltare la commessa”, scrive La Stampa.
Dunque la sora Ilva è la tipica rappresentante dell’alta dirigenza statale: non solo strapagata, ma del tutto incompetente. Ce ne sono decine di migliaia come lei; tutti stipendiatissimi e potentissimi perché hanno in mano le leve reali del potere, quelle tecniche e burocratico-giuridiche; tutti a carico di noi contribuenti, e ostacolo allo sviluppo del Paese per la loro   stupidità incompetente. Fosse solo strapagata, sarebbe ancora il minor male; ma il peggio è che è questa casta che “governa”. E’ a questa casta che si deve il declino del Paese, illuminato dall’ultimo numero dell’Economist: dai “tempi lunghissimi per aprire un’impresa”, contrariamente a tutti i nostri concorrenti in Europa e fuori (perché il compito che si dà la Casta è “controllare”, ossia ostacolare chi produce, in cui vede nient’altro che un evasore potenziale) fino alle “dimensioni troppo piccole delle imprese”: un nanismo per sopravvivere alle avide e incompetenti, persecutorie attenzioni della Casta parassitaria , che ci penalizza sul mercato mondiale. Incompetenti i ricchissimi marpioni di Bankitalia, che lasciano saccheggiare il risparmio del paese agli stranieri (o addirittura gli tengono il sacco); fancazzista ed arbitraria la magistratura delle procure, che accumula arretrati e incertezze del diritto; inutili e dannose le Belle Arti, che hanno lasciato bruttare le coste di tutte le isole e poi impediscono la ricostruzione di un ponte del 900, perché “primo esempio di ponte in cemento armato”, e dunque “parimonio da proteggere”.

E’ il  primo problema politico

La liberazione del Paese da questa casta è il problema politico primario dell’Italia, e il più urgente. Ma è quasi impossibile. I politici sono quello che sono, ma è esagerato dar loro troppe responsabilità nel malgoverno; vanno e vengono; questi invece sono inamovibili perché “hanno vinto o’ concuorzo”. I politici, quando vanno ad assumere cariche di governo, dipendono completamente da loro,dai direttori generali, dai “segretari” e simile genìa:   perché non conoscono la macchina dello stato, e quelli la conoscono a perfezione – perché sono stati loro a crearla, e renderla complicata e piena di trabocchetti apposta per perpetuare il loro potere.
I politici sono costretti ad ingraziarseli; essi stanno sotto ricatto della Casta, alla mercé dei loro trucchi e delle loro resistenze occulte, anche passive. Corrado Passera ha raccontato che, appena ministro delle infrastrutture, ha chiesto ai “suoi uffici” di avere l’elenco del personale alle sue dipendenze: non è mai riuscito ad averlo.
Le inchieste che ne rivelano la scandalosa incapacità, corruzione, rozzezza e disonestà, non producono alcun effetto. I pochi tentativi di disciplinarli vanno regolarmente a vuoto.   Vi ricordate il “tetto di 240 mila euro annui” agli stipendi della casta pubblica di cui Renzi s’è vantato (come sempre)? Ebbene: sono riusciti a vanificarlo, prendono quel che vogliono come prima a forza di indennità aggiuntive occultamente. La sola forza che ci ha provato è, bisogna riconoscerlo, il 5 Stelle: risultati zero. Ed ogni proposta dei loro parlamentari di mettere in qualche modo in riga i prepotenti incapaci è stata accompagnata da sperticati elogi verso di loro, perché guai a inimicarseli, e mettere a rischio i loro mostruosamente indebiti emolumenti: ti fanno la guerra intestina, ti distruggono politicamente.
Nei tentativi, si è scoperto che queste caste, sempre più affollate ed avide, si sono accaparrate prerogative che dovrebbero appartenere solo ai più alti organi ostituzonali: l’autodichìa e l’auto-crinia. Parole greche e difficili che significano:   sono loro che si giudicano da sé, e si danno gli stipendi  e  gli aumenti  che vogliono, senza controllo di alcun organo esterno (autodichia). L’autocrinia è “produzione della norma giuridica da parte del soggetto che ne è il destinatario”: insomma, le leggi che riguardano l’interesse della Casta come corpo, se le fa’ a Casta stessa. Ovviamente è la violazione principe del principio di separazione dei poteri; originariamente, autodichia eautocrinia erano prerogative dei sovrani di diritto divino.
Oggi siamo sotto la sovranità per diritto divino della sora Ilva e delle decine di migliaia come lei.
Del sovrano ci si può liberare, è uno solo. Questi sono – come i demoni infestanti – Legione.
Ripulire questa stalla di Augia che è l’apparato dello Stato, non è una cosa che   possa fare un partito o una maggioranza; occorrerebbe un accordo tra maggioranza e opposizione, non dare sponde a questi marpioni. Forse il Patto del Nazareno poteva avere questa giustificazione; non ha funzionato, ovvio, e la stalla resta piena di merde secche pagatissime e strapotenti. E ci porta a fondo.
Una riforma moderata e ideale dovrebbe legare i loro stipendi – in aumento perpetuo – almeno all’andamento del prodotto interno lordo: così si farebbe entrare in qualche modo nelle loro teste durissime una qualche relazione di responsabilità verso il paese che governano e devastano. Per il fatto che i loro stipendi sarebbero diminuiti con la crisi economica che dura da 9 anni, magari avrebbero cominciato ad occuparsi di rendere la burocrazia più snella e competitiva. Ovviamente non è una riforma che vedrà mai la luce.
L’Economist e gli altri stranieri che ci deridono, non additano però   la vera natura del nostro male, non la sanno definire.   Perché il nostro male non è qualcosa di occidentale, che si possa riconoscere. Bisogna ricorrere alla storia ottomana: vedere nella Casta i nostri Giannizzeri.

il ricchissimo capo il ricchissimo capo  dei Gannizzeri

La riforma dei Giannizzeri

Originariamente il corpo d’elite, guardia di palazzo del Sultano, pretoriani  i Giannizzeri era diventati una casta corrotta e sediziosa, arricchita da donativi, che pretendeva continui aumenti di stipendio, che occupava gli apparati dello Stato, pretendeva mazzette dalla gente e dal bazar, riusciva a far cadere i sultani e a deciderne la nomina.   Inoltre (leggo da Wikipedia) “La progressiva inettitudine dei comandanti militari giannizzeri e il rifiuto di aggiornare il proprio equipaggiamento e le proprie tecniche di battaglia resero le truppe ottomane facile bersaglio degli eserciti delle nazioni europee”.   Non si può dire esattamente lo stesso elle nostre Caste parassitarie statali e regionali, dalla diplomazia alle procure, dalla università al “personale” della Camera o del Quirinale? inettitudine, non volontà di aggiornarsi, difesa ottusa e dannosa dei propri privilegi.
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Contrariamente ai nostri politici che vanno e vengono e cedono al loro ricatto, i Sultani però avevano chiaro il problema. Molti di loro cercarono anche di disciplinare o sciogliere i Giannizzeri, mettendoci la faccia e rischiandoci il trono o la vita. Cosa fecero? Provarono a creare reggimenti di soldati arruolati nelle campagne, addestrati modernamente e fedeli al sovrano; reparti che furono letteralmente e più volte sterminati dai Giannizzeri, che vi vedevano ragione dei pericolosi concorrenti alla loro inettitudine. Però lasciarono sopravvivere reparti moderni di artiglieria: arretrati com’erano, non pensavano che quest’arma fosse tale da minacciare il loro potere.
Il sultano riformatore, Mahmud IIIl sultano “riformatore “
Nel 1826, il sultano Mahmud II fondò un corpo di fanteria nuovo, e invitò pubblicamente i Giannizzeri a sciogliersi in questo reparto; come aveva previsto, questi si rivoltarono apertamente. Il sultano colse l’occasione, fece alzare lo stendardo del Profeta, e   ordinò all’artiglieria di sedare la sedizione. Almeno ottomila Giannizzeri morirono nelle loro caserme bombardate e incendiate.
La cosa bella e civile, fu che il popolo di Costantinopoli si unì al repulisti: Giannizzeri furono inseguiti, braccati e sgozzati per le strade; i superstiti, radunati nel romano ippodromo di Costantinopoli, furono passati per le armi. Il numero dei morti non è ben stabilito: chi dice 30 mila, chi addirittura 120 mila ammazzati dalla giustizia sultana e da quella popolare.
Per adottare un detto staliniano, “I parassiti i furono sterminati come classe”
La politica seria, a volte, periodicamente richiede il sangue dei tiranni e degli oppressori. In Italia questi tempi non verranno mai. Ci teniamo la sora Ilva e le migliaia di Giannizzeri strapagati. Che ci succhiano il sangue mentre ci trascinano a fondo.

Il migliore di tutti: Chicco Forte.

Fra non molto l'America ci imporrà di andare a combattere in Libia, sia ben chiaro; ha già detto che quella regione è conosciutissima da noi, e volete che noi un simile complimento lo buttiamo via? Ogni soldato americano di stanza in Italia, qualunque marachella combini, verrà giudicato in America. Ci buttano giù la cabinovia del Cermis con venti morti... Una ragazzata di piloti esuberanti, in fin dei conti cercavano di passare sotto la funivia e filmare il paesaggio invernale, quale pilota non sarebbe tentato da un simile giochino? Saranno giudicati in America senza fare un giorno di carcere!  Altre ragazzate, di militari americani a base di violenze carnali;  giudicate naturalmente sempre in America e sempre risolte senza un giorno di galera! Dall'ambasciata Usa in Roma partono cablogrammi al quartier generale di Washington richiedenti pressioni Usa sul Governo Italiano, per non rendere pubblico il coinvolgimento degli agenti CIA nell'inchiesta  italiana sul poco pulito sequestro di Abu Omar. Ci hanno imposto di comperare un quantitativo esagerato di aerei da combattimento costosissimi e pericolosissimi! Ma è possibile che a nessuno è mai venuto in mente di fare un poco pesare la  vergognose situazione di Chicco Forti, che ha subito un processo al limite della civiltà, per chi ha letto le carte! In 26 giorni gli è stato elargito un ergastolo! Unica via di uscita, secondo la magistratura americana, fare domanda di grazia! Si commenta da sola questa indecente richiesta ad una persona che dopo 16 anni di carcere la rifiuta. C'è da avere vergogna ad essere italiani! Ma un politico che avesse nella sua vita incontrato la dignità e ne fosse rimasto anche minimamente contaminato, si sarebbe fatto in quattro per far cessare questi privilegi ad americani che normalmente delinquono in Italia e sono sistematicamente giudicati dalla generosa magistratura della loro patria. Di sicuro non siamo attrezzati come loro al punto da comminare un ergastolo in 26 giorni. Basterebbe che qualche politico, degno di questo nome, ricordasse al presidente americano: "Guarda che gli aerei da comperare sono molto pericolosi, troppi e cari; inoltre noi la Libia la conoscevamo molto meglio prima che voi e i francesi la bombardaste . Vorrei ricordarti che in merito alla disgrazia del Cermis non ci avete mai ringraziato per la figuraccia di m.... che abbiamo dovuto fare pur di rendere la vita facile ai vostri poco professionali piloti. ​E poi vorremmo, magari a questo punto in modo amichevole, che ti interessassi un poco alla revisione del processo del nostro Chicco Forti..." E magari che questo ipotetico politico, rimanesse per una volta serio, e non felicemente sorridente e scodinzolante come un cagnolino!​ E poi magari, prima di congedarsi, dicesse: "Chicco Forti, Chicco Forti...quello che non ha voluto firmare la domanda di grazia dopo 16 anni di carcere"

martedì 2 febbraio 2016

La fiducia è una cosa seria.

La fiducia dei consumatori può essere ampliata dalla perdita di fiducia per il risparmio? Di cero il risparmio superiore ai 100.000 euro non è più sicuro come quello di prima. "A partire dal 1° Gennaio 2016, l'eventuale crisi di una banca verrà risolta con il nuovo meccanismo detto "Bail-in". Il salvataggio dell'istituto di credito non avverrà più con soldi pubblici dello Stato, ma qualora servissero si attuerebbero delle riduzioni del credito nei confronti dei correntisti per la parte che eccede i 100.000 euro e per la percentuale necessaria."  Allora questa eccedenza la spendo! Ma non è per la fiducia nei consumi, come alcuni sostengono, ma per la sfiducia nel risparmio!  Quale italiano ha capito quello che ha detto, per tranquillizzarci, il ministro Padoan? Ma sopra tutto quale italiano si è rassicurato?
Il ministro ha parlato di accordo sulle Bad bank raggiunto a Bruxelles che ha sistemato tutto; quasi come avesse ricevuto un mandato da tutti noi di fare quell'accordo! Perché non si spiegano? Cosa significa? Forse che il risultato di tutte le incompetenze e furberie degli amministratori è la somma di tutte le porcheria di tutte le banche messe in una banca super sporca (Bad bank)? E chi sono questi sacerdoti che faranno la felicità di tutti noi? Forse saranno dei furbacchioni che valuteranno quella sporcizia in modo molto più sporco? Ma anche l'opposizione non sa cosa fare...Tutti sappiamo che loro non hanno fatto nulla per arrivare dove siamo arrivati... però vorremmo sapere come loro intenderebbero uscirne!  Ci vorrebbe una persona che avesse il coraggio di dire: Signori, c'è stato una attacco di ladroni, alla ricchezza della Nazione. E' stata una guerra... Non sono cadute case... ma anzi ne hanno costruite troppe (anche questo un viatico per rubare) e non ci sono stati morti... o meglio, quei pochi tutti suicidi. Per tornare alla normalità occorrerebbe... chissà? Ancora non si sente nulla. 

giovedì 28 gennaio 2016

Accordo sulla pesca fra Italia/Francia. Vince la Francia.

Come si possono trattare e concludere nuovi confini marittimi relativi ai percorsi di pesca senza consultare gli interessati, (i pescatori) ma mantenere per sei anni questo mercanteggiamento segreto. Solo poche cose sono chiarissime: 1)Che chi ha trattato e lo ha fatto in modo segreto,  era convinto di operare inevitabilmente a vantaggio dei suoi rappresentati! 2) chi ha scambiato secche con il "cimitero" pieno di gamberoni ha fatto gli interessi del suo Paese. Appunto i francesi!  

martedì 26 gennaio 2016

Nessuno dimostra di accorgersi di quello che sta succedendo.

Esiste una ostilità percepita non solo dalle furiose religioni dell'est, ma anche dalla parte miserabile dai Paesi dell'ovest, perché non tutti possono condividere le libertà individuali di cui la nostra società occidentale si vanta di essere portatrice (democrazia).  62 persone possiedono la metà della ricchezza del pianeta. 7 milioni di italiani, l’11,5% della popolazione, vivono in “grave deprivazione materiale”, e nel 2004 erano solo, si fa per dire, il 6,4 %: è stato quasi un raddoppio. Il numero di quelli che, pur avendo un lavoro, sono poveri, è parimenti cresciuto: dall’8,9 all’11 per cento. Nel complesso 22 italiani su cento sono miseri, e il loro numero aumenta. Nello stesso periodo, è triplicato il numero dei miliardari in Italia: erano 13 nel 2004, sono 39 oggi a possedere almeno mille milioni di euro. Ciò mentre il paese ha perso il 25% delle attività economiche, dal momento dell’entrata nell’euro e fino alla grande depressione iniziata nel 2008. "La libera concorrenza dovrebbe ridurre le diseguaglianze". Questo è falso! Le autoregolamentazioni dei mercati dimostrano che "il rendimento del capitale è più alto del tasso di crescita". Quindi le disparità, nel tempo, aumenteranno invece che diminuire!
Unico rimedio una sana tassazione progressiva ma assolutamente improponibile perché la politica è al servizio, salvo rari casi, del capitale. 

sabato 16 gennaio 2016

Chi regala vende se non è villano chi prende.


Chi si ritiene degno di governare il prossimo futuro, deve sganciarsi dal consociativismo statale condiviso o comunque subito da tutti i partiti e movimenti. Nessuno escluso. Perché in Svizzera e Germania si pagano 60/80 euro annui per usufruire delle autostrade e da noi questa cifra la potremmo  spendere, se giriamo molto, in tre giorni. Perché le autostrade noi le continuiamo a regalare ai privati, e quando le usiamo paghiamo cifre vergognose. Tutta la politica in questo momento è fortemente "arrapata" per il rinnovo delle concessioni, garantendo ai concessionari ancora altri profitti a nostro discapito. (E come diceva Fedor Dostoevskij: "Chi regala vende se non è villano chi prende".) Perché nessun partito si schiera per il decadimento delle concessioni? Possibile che con tutti i dirigenti pubblici che abbiamo, alla scadenza contrattuale, nessuno possa dirigere, con l'incasso giornaliero di questi esagerati pedaggi, questa eccezionale società produttiva simile ad una gallina dalle uova d' oro? Perché regalarla ancora agli attuali gestori, che inevitabilmente diventeranno sempre più ricchi e voraci, dando la possibilità di tenere ancora per 20/30 anni la politica per il collo? E' doloroso sentire, eccetto pochi casi e comunque sempre per poco tempo, questo tradimento perpetrato nei confronti dei cittadini da parte dei sempre noti e zelanti imprenditori e politici! Perché il partito nuovo, e sicuramente non ancora contaminato, non si attrezza per questa battaglia che inevitabilmente porta ad un cambiamento del quale tutti dovremmo avere eterna riconoscenza? E se poi l'attuale politica dovesse decidere di voler regalare per altri 25/40 anni le nostre autostrade, almeno faccia uno "spezzatino" per singoli tratti, creando un poco di sana concorrenza! Come del resto ha fatto l'America con aziende telefoniche e petrolifere, raggiungendo successi notevoli. 

lunedì 11 gennaio 2016

Il potere delle lobby.

La luce per la piazzetta di Portofino sarà prodotta dalla corrente di una boa intelligente; l'apparecchio, già realizzato, trasforma il moto ondoso in corrente elettrica, il primo di una lunga serie! Ci verrebbe da pensare, ma vuoi vedere che fra pochi lustri, un poco con le boe, un poco con le pale eoliche, i pannelli sui tetti, un maxi pannello che segua il sole posizionato sui bordi delle nostre soleggiate autostrade qualcosa cambierà? E invece no!  Perché? Perché i signori che vendono carbone e petrolio sono più potenti della politica e dell'interesse collettivo! Questo lo si evince dal fatto che se metti più di tre pannelli sul tetto per appartamento... la tua casa pagherà più tasse. E le centrali elettriche che consumano carbone? Basta stare zitti e quando, come ora, c'è un poco di smog tacitare tutti dicendo che il prossimo anno la spegneranno. Come quella sotto la lanterna. Tanto poi si può andare avanti ancora per anni.
Le pale eoliche? Siamo l'unico Paese al mondo ad aver pagato pale eoliche che giravano a vuoto. Sarebbe bastato dire "ti pago quando il contatore gira" ma è meglio non disturbare i vari padroni del vapore. I Riva si sono assicurati la fornitura di carbone con proprie navi necessaria all'acciaieria, anche se sarà acquistata dai cinesi. Che dire, è tutto normale, tutto sotto controllo... e poi le lobby sanno che siamo stati vaccinati al fine di sopportare corruzione e consociativismo! Basta un poco di vento e tutto questo "can can" ce lo scordiamo subito.
> E se poi muore qualcuno per le polveri... ma cosa volete? Abbiamo la vita media che supera gli 80 anni... e se arrivassimo a 90, per i giovani sarebbe un disastro! E' inutile, le lobby sanno fare il loro mestiere; se non fosse così, come potrebbe un magnate come Stephan Schmidheiny, titolare della ditta che ha prodotto migliaia di morti con il suo eternit, aver raggiunto la prescrizione? Semplicemente perché la procura di Torino non ha contestato, oltre al disastro ambientale, anche i reati di lesione ed omicidio! Semplice, ineccepibile, siamo o non siamo la patria del diritto?!