mercoledì 1 dicembre 2010

Marco Grasso
mostra dettagli 19 nov (12 giorni fa)

La paura della morte ha qualcosa a che fare con la paura del parto per le donne che stanno per avere un figlio. A volte le partorienti colte dal terrore, dell' inelutabilità del parto, soffrono in modo molto incontenibile, per fare accettare loro questo momento di tensione e normalmente superarlo, basta con calma dire loro:- Guardati in giro, tutta la gente che vedi é nata allo stesso modo. A volte la quantità umana, può tranquillizare.
Allo stesso modo quando uno é colto da crisi di panico, per l' inelutabilità della morte che dovrà affrontare, credo che sia sufficiente fare un giro al cimitero e fare notare che tutto sommato i morti presenti, non danno la sensazione di presenze sofferenti. Comunque il pensare alla morte solo quando si sta male oppure si è molto vecchi, può essere una prassi che faccia vivere si spensierati per tutto il tempo che si sta bene, ma che si possa lasciare questo mondo con molta paura e poca dignità.
Diverso è per i paesi nordici, che ad ogni rogito ad esempio, si prende in considerazione dei contraenti quale sarà il comportamento del notaio in caso di morte immediata ad esempio fra il periodo dell' impegno dell' atto e la sua perfezione. Questa abitudine, che elimina spiacevoli accadimenti nei confronti degli eredi, porta la popolazione nordica ad avere sempre presente che si deve morire mentre se se ne parla con i popoli meditteranei, una buona parte o "si tocca" o fa scongiuri.
--
Marco Grasso

domenica 21 novembre 2010

Il gioco di Stato.

Caro A.B. E-Mail, aumentare le quote delle combinazioni minori del superenalotto sarebbe onesto, e un poco rispettoso per chi ha un vizio che solo in questo buio sociale può essere esaltato.
Il prelievo (oggi ogni due giorni, una volta quando avevano più pudore ogni settimana) generato da una promessa per una vincita sempre più alta è ossequioso solo verso che guadagna sul giuoco, e non per le classi più sfortunate che si immergono in un falso sogno. Aggiungi poi quando la vincita raggiunge (ormai li raggiunge sempre) livelli astronomici, i signori del superenalotto possono contare su una pubblicità di uno Stato amico a costo zero attuata da tutti i telegiornali che li rende semplicemente ricchi.

Imparino dal Dott. Marchionne i nostri politici.

Imparino i nostri governanti dal Dott. Marchionne, che per investire in Italia 20 miliardi di euro vuole revisionare tutti i contratti o comunque imporre situazioni alla sua direzione sempre più vantaggiose.
Imparino i nostri governanti cosa vuol dire, quando dice che " devono aver aperto lo zoo........" E' vero. Ha ragione. Solo una classe politica che esce dallo zoo può elargire più di 500 miliardi di euro di aiuti alla Fiat senza nulla chiedere in cambio.

Il ministro Tremonti nomona una commissione.

Marco Grasso a Secolo
mostra dettagli 13 ott

Il ministro della economia, Giulio Tremonti, nomina una commissione tecnica per attuare ragionevolezza alle multe che ammontano a 95 miliardi di euro, elevate a 10 società concessionarie delle slot-machine. Dopo un approfondito studio a cui è stato applicato scienza e coscienza, la cifra giusta per detta commissione e di 804 milioni di euro, poco più dell' 1% della cifra contestata dalla Corte dei conti a dette concessionarie che è di 95 miliardi di euro.
La famiglia Agnelli ha ritirato i 2 miliardi di euro dalla Svizzera pagando solo 100 milioni di euro, come voleva lo scudo fiscale. 5% del malloppo. Peccato che il periodo per il ritiro dei soldi sotto la protezione dello scudo fiscale era già scaduto. E che comunque lo scudo fiscale non si applica a procedimenti aperti come nel caso degli eredi Agnelli.
"Aliquota complessiva del 5% applicata sulle attività finanziarie e patrimoniali detenute al 31 dicembre 2008 o rimpatriate e regolarizzate a partire dal 15 settembre2009 e fino al 15 aprile 2010: questi i due aspetti principali dell' emendamento sullo scudo fiscale E che comunque lo scudo fiscale non si applica a procedimenti aperti". Come nel caso degli eredi Agnelli.
Chiunque di noi si fosse trovato con sentenze negative della Corte dei conti, o che il nucleo antifrode della Guardia di Finanza ci avesse messo la prua sopra, avremmo avuto a che fare con Equitalia che avrebbe semplicemente applicato la legge, mentre ora commissioni e nuclei antifrode stanno cercando di interpretare la legge secondo criteri di ragionevolezza, che si usano solitamente per amici degli amici, cricche e intoccabili, operazioni comunque che così spudoratamente non si possono fare in paesi di normale civiltà. Senza contare che il prosperare di questo tipo di società è direttamente proporzionale con l'aumento della disperazione delle classe sociali più sfortunate che sperperano denaro sperando di migliorare la loro esistenza e invece arricchiscono questi signori che non pagano nemmeno le tasse.

Equità fiscale!

MARCO SODANO
TORINO
Un patrimonio personale di oltre un miliardo, forse quasi due, depositato in Svizzera e sconosciuto al fisco italiano. Nella vicenda dell’eredità di Gianni Agnelli si fa spazio per un nuovo protagonista: l’Agenzia delle Entrate. Che vuole far chiarezza sul presunto tesoro nascosto dell’Avvocato e, soprattutto, incassare eventuali pendenze fiscali. La notizia è stata lanciata ieri dal Tg5, nell’edizione serale. La cifra in questione sarebbe stata «accumulata negli anni in Svizzera attraverso attività riconducibili ad Agnelli e mai dichiarate al fisco». Gli 007 fiscali sono stati messi sulla pista nel 2007, quando Margherita Agnelli (la figlia di Gianni), decise di avviare una azione legale contro i gestori del patrimonio del padre e di conseguenza contro la madre Marella, l’unica coerede e quindi «interessata a una valutazione corretta della consistenza dell’eredità», come ebbe a dire la stessa Margherita cercando di spiegare perché avesse fatto causa a sua madre. Un anno dopo la morte di Gianni Agnelli, nel marzo 2004, madre e figlia avevano raggiunto un accordo sull’eredità.

Margherita avrebbe rinunciato alla successione della madre, vendendole le proprie quote nelle attività industriali di famiglia e permettendo a suo figlio John Elkann di avere la maggioranza in Dicembre, la società che controlla Fiat e tutto il resto. Il patrimonio personale dell’Avvocato era invece nella fondazione Alkyone, costituita nel 2001, della quale erano beneficiarie le stesse Marella e Margherita. Chiuso il capitolo industriale senza scossoni, restava quello famigliare. E lì gli scossoni sarebbero arrivati eccome: nel 2007 Margherita Agnelli annuncia una causa per ottenere rendiconti più precisi sull’eredità che ha diviso con la madre. È convinta che Gianluigi Gabetti e Sigfried Maron, curando la successione, non abbiano messo sul piatto l’intero patrimonio di suo padre. Sostiene di aver scritto almeno sette lettere e di aver ottenuto solo un inventario «limitato ai beni italiani». A giugno di quest’anno, l’ennesima sorpresa: ancora Margherita, ancora una lite. Questa volta contro i legali - lo svizzero Jean Patry e l’italiano Emanuele Gamna - che avevano curato per conto suo l’accordo sull’eredità del 2004. Margherita sostiene che gli avvocati avevano lavorato per lei avendo un mandato anche da Gianluigi Gabetti e Sigfried Maron. Per convincere il legale italiano ad ammettere l’esistenza di quel mandato, Margherita non esita a riferire di una parcella da 50 milioni di euro transitata su conti via Singapore. La Finanza si mette sulle tracce di Gamna, mentre dalla Svizzera spunta un documento da cui risulta che Margherita Agnelli avrebbe preso come liquidazione per l’eredità un miliardo e 166 milioni di euro. C’era dell’altro? Margherita sostiene di sì e ne chiede ragione. Ovvio che ne chieda ragione anche l’Agenzia delle Entrate. Il calcolo che quantifica quel patrimonio in due miliardi è basato sulla valutazione della rivista americana Forbes, la bibbia dei patrimoni personali.

Nel 1990 attribuiva all’Avvocato un patrimonio di 1,7 miliardi di dollari: oggi la cifra avrebbe raggiunto 1 miliardo e 950 milioni (in euro) tenendo conto della crescita della Borsa, della bolla nella new economy e dell’attacco alle torri gemelle l’11 settembre 2001. E non si tratta solo di denaro. Secondo Margherita il tesoro comprenderebbe posti barca in Costa Azzurra, appartamenti di pregio a Parigi e New York, quadri di grande valore, conti correnti e pacchetti azionari mantenuti riservati - a detta di Margherita - anche dopo l’apertura della successione del padre. Con le nuove norme del decreto anticrisi sull’evasione, concludeva il servizio del Tg5, se il Fisco trovasse davvero un patrimonio simile, la multa potrebbe superare il capitale. Niente scudo fiscale: non si applica ai procedimenti aperti. Come questo.

Povera Italia.

Tutti proprio tutti hanno allungato le mani sulla nostra nazione.
A nessuno interessa il continuo aumento del debito pubblico, il compiere precise azioni politiche per favorire la ripresa, cercare di ridurre la disoccupazione che incomincia ad essere insostenibile. Tutti sappiamo cosa succede quando qualcuno ricorda che la Corte dei conti asserisce essere di 98 miliardi di euro ii debito dovuto dai concessionari dei videopoker. Tutti gli addetti alla riscossione dei tributi guardano sotto il tavolo, specialmente Equitalia. Queste società hanno bisogno di una concessione per operare? Concessionari appunto; si cominci a togliere la concessione, sequestrare le macchinette. Un guadagno lo sentirebbero i più inconsciamente colpiti dal vizio qualora tutti i giochi si fermassero, e questo sarebbe comunque un guadagno sociale specialmente se lo stato non percepisce le tasse. Sicuramente si raggiungerebbe un accordo, perché nessuno abbandona la gallina dalle uova d' oro. Ma questo argomento è pericoloso per tutti i partiti politici. Il leader politico protettore di questa lobby è stato attaccato su questini private, ma mai per questa costosa scorrettezza dei suoi amici. E' chiaro che la delicatezza sarà ricambiata, perché questi sono atteggiamenti bipartisan che permettono a tutti di fare tutto.

Equità fiscale.

Il ministro della economia, Giulio Tremonti, nomina una commissione tecnica per attuare ragionevolezza alle multe che ammontano a 95 miliardi di euro, elevate a 10 società concessionarie delle slot-machine. Dopo un approfondito studio a cui è stato applicato scienza e coscienza, la cifra giusta per detta commissione e di 804 milioni di euro, poco più dell' 1% della cifra contestata dalla Corte dei conti a dette concessionarie che è di 95 miliardi di euro.
La famiglia Agnelli ha ritirato i 2 miliardi di euro dalla Svizzera pagando solo 100 milioni di euro, come voleva lo scudo fiscale. 5% del malloppo. Peccato che il periodo per il ritiro dei soldi sotto la protezione dello scudo fiscale era già scaduto. E che comunque lo scudo fiscale non si applica a procedimenti aperti come nel caso degli eredi Agnelli.
"Aliquota complessiva del 5% applicata sulle attività finanziarie e patrimoniali detenute al 31 dicembre 2008 o rimpatriate e regolarizzate a partire dal 15 settembre2009 e fino al 15 aprile 2010: questi i due aspetti principali dell' emendamento sullo scudo fiscale E che comunque lo scudo fiscale non si applica a procedimenti aperti". Come nel caso degli eredi Agnelli.
Chiunque di noi si fosse trovato con sentenze negative della Corte dei conti, o che il nucleo antifrode della Guardia di Finanza ci avesse messo la prua sopra, avremmo avuto a che fare con Equitalia che avrebbe semplicemente applicato la legge, mentre ora commissioni e nuclei antifrode stanno cercando di interpretare la legge secondo criteri di ragionevolezza, che si usano solitamente per amici degli amici, cricche e intoccabili, operazioni comunque che così spudoratamente non si possono fare in paesi di normale civiltà. Senza contare che il prosperare di questo tipo di società è direttamente proporzionale con l'aumento della disperazione delle classe sociali più sfortunate che sperperano denaro sperando di migliorare la loro esistenza e invece arricchiscono questi signori che non pagano nemmeno le tasse.